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| Nella prima parte della storia di Roma, dalla sua fondazione (21 aprile 753 a.C.) a tutto il periodo monarchico (753-509 a.C.) e parte del periodo repubblicano, fino al III secolo a.C., il commercio non si basava sull'uso della moneta, ma su una forma di baratto che sfruttava barre di bronzo (aes rude) come mezzo di scambio. La prima moneta standardizzata da parte dello stato fu l'Aes grave, introdotta con l'avvio dei commerci su mare intorno al 335 a.C.. La parola latina aes (aeris al genitivo) significa bronzo; da aes derivano parole come erario. Le prime monete battute emesse da Roma furono alcuni didracmi d'argento ed alcune monete frazionarie collegate sia in argento che in bronzo. Queste monete sono comunemente indicate con il nome di romano-campane. Erano realizzate sullo stile di quelle greche e furono coniate molto probabilmente in Campania allo scopo di facilitare il commercio con le colonie greche del sud Italia nel III secolo a.C.. La moneta d'argento che costituì l'ossatura dell'economia romana fu, però, il denario, battuto per la prima volta a Roma intorno al 211 a.C. Il denario rimase la moneta più importante del sistema monetario romano fino alla riforma monetaria di Caracalla, all'inizio del III secolo quando fu di fatto sostituito dall'antoniniano. Venne anche coniata un'altra moneta d'argento, il Vittoriato con un valore pari a 3 sesterzi, di scarsa diffusione e usata quasi esclusivamente nei commerci con i Greci dell'Italia meridionale prima e con le Gallie dopo. Accanto al denario furono battute monete in bronzo: l'asse e le sue frazioni. La produzione di monete in oro (aureo) fu estremamente sporadica prima della conquista della Gallia (e delle sue miniere) da parte di Giulio Cesare. |
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Didracma: Testa elmata di Marte dx., Clava dietro / Cavallo impennato dx., Clava sopra, ROMA sotto. |
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Un denario del II secolo a. C. |
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Sesterzio del 116 in occasione
di conquiste nell'oriente:
Traiano sottomette i re di Armenia,
Mesopotamia e Partia. |
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Sesterzio del 116 con Traiano
che incorona Partamaspate re di Partia.
La Partia è simboleggiata da una figura che
si inginocchia davanti al palco di Traiano |
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